Home > Argomenti vari > Legalizzazione Cannabis: Risposta al Lisipo/Selp

Legalizzazione Cannabis: Risposta al Lisipo/Selp

31 Luglio 2016

Rispondo al comunicato del sindacato di polizia Lisipo/Selp ieri pubblicato su questo quotidiano a pagina 5. Rispondo innanzitutto per ristabilire alcuni concetti approssimativi e distanti dalla verità che sono stati espressi e poi per dare un contributo a questo fondamentale dibattito.
Lisipo/Selp utilizza come sinonimi i termini legalizzazione e liberalizzazione. E questo è il primo punto, i due sostantivi sono l’uno l’opposto dell’altro, infatti la cannabis è di fatto già libera e sfugge a qualsiasi tipo di regola, mentre la legalizzazione ha come scopo quello di regolamentare la coltivazione, la commercializzazione e l’utilizzo della canapa indiana e dei suoi derivati, al fine di tutelare meglio i consumatori (che grazie al proibizionismo sono arrivati ad oltre cinque milioni fra consumatori saltuari e continuativi) e togliere un importante business alle narcomafie.
Il secondo punto è considerare i derivati della cannabis come “droghe leggere”. L’O.M.S. ha più volte ribadito che tali sostanze non portano a tossicodipendenza (a differenza di altre droghe quali tabacco e alcool perfettamente legali), ma sono “sostanze psicotrope” che possono portare solo a dipendenza psicologica.
A tal proposito nessuno vuole negare che un abuso di queste sostanze non rechi danno alla salute, ma sicuramente tali danni possono essere considerati infinitamente inferiori a quelli provocati da alcool e tabacco, che sono droghe legalizzate.
Bisogna anche sfatare il falso mito del collegamento fra cannabis e altre sostanze stupefacenti, in quanto i consumatori di cannabis sono in numero notevolmente superiore a quelli di altre droghe e non tutti i consumatori delle “droghe pesanti” sono passati dall’utilizzo dell’hascisc o della marijuana.
C’è poi un punto credo esiziale ed è quello che nell’illusione di proibire un comportamento, si è arrivati alla criminalizzazione di una pianta che ha svariati utilizzi dal tessile alla farmacologia (negli anni trenta l’Italia era il secondo produttore mondiale) con gravi danni per l’economia reale ed alla criminalizzazione di giovani che spesso si trovano a transitare per le carceri nostrane dove è ormai arcinoto che si entra “rubagalline” e si esce delinquenti affermati. Senza considerare casi di persone che utilizzano la cannabis per curarsi e che a causa di leggi criminogene vivono il terrore quotidiano di poter finire in carcere; il caso di Fabrizio Pellegrini è l’ultimo di una lunga serie.
Consiglio infine agli iscritti ed ai dirigenti della Lisipo/Selp di abbandonare posizioni antistoriche, antiscientifiche e draconiane e consultarsi coi colleghi della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo che invece auspicano una pronta legalizzazione della cannabis per i seguenti motivi: si liberano risorse per la P.A., si snelliscono i procedimenti giudiziari, si colpiscono le narcomafie, aumentano le entrate tributarie, si indebolisce il terrorismo integralista che si finanzia anche con la commercializzazione di queste sostanze,si garantisce il diritto alla salute ed un miglior funzionamento del libero mercato.
Dopo tanti anni di lotta, noi Radicali abbiamo raggiunto la maggioranza del Paese, speriamo che anche la maggioranza del Parlamento possa fare lo stesso salto di qualità, perchè come dice Marco Pannella:” la guerra alla droga produce i suoi effetti ovunque come ogni altra guerra classica”. Legalize it.

Michele Latorraca
Segretario Associazione Radicale Pier Paolo Pasolini della Provincia di Frosinone
Membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani

Categorie:Argomenti vari Tag:
I commenti sono chiusi.