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LADRI DI VERITA’

3 Maggio 2015

C’è un aneddoto della mia vita che, ripetutamente, mi viene in mente in questi giorni.
Nei miei lunghi “pellegrinaggi” in giro per l’Italia e non solo, mi sono ritrovato, per un breve periodo a condividere l’appartamento anche con un ragazzo polacco. Si trattava degli anni 2002/2003 ed egli si trovava a Roma per motivi di studio.
Una sera nel parlare del più e del meno, delle nostre vite, dei nostri trascorsi e delle nostre esperienze, mi raccontò di un episodio che lo aveva visto protagonista e, che, all’epoca mi sconvolse e non poco.
Iniziò col mostrarmi una svastica tatuata all’interno del suo labbro inferiore, che rappresentava più che un credo politico, una appartenenza calcistica.
Lui era tifoso del Polonia Varsavia, era un ultras e mi raccontò di scontri, fratture, sangue e via discorrendo. Era un mondo, quello delle tifoserie organizzate, da me sempre disprezzato o in ogni caso mai amato e lui, da “pentito” mi confermò tutte le mie perplessità su quel mondo.
Ma veniamo alla cosa che mi sconvolse.
A differenza di ciò che succede normalmente in Italia, i polacchi tendono a “fare squadra” in ambito internazionale e così, anche se molto rivali in campionato, le tifoserie del Polonia e del Legia Varsavia fanno fronte comune nelle competizioni europee.
Così nella stagione 1990/1991 il Legia arrivò in semifinale di coppa Coppe contro il Manchester United ed ecco che accade il colpo di scena, dal mio modesto punto di vista, una delegazione di ultras polacchi (di cui questo ragazzo faceva parte), una settimana prima dell’incontro, si recò in quel di Manchester per incontrare una delegazione della tifoseria locale per stabilire i percorsi ed i luoghi dove ci sarebbero stati gli scontri fra le opposte tifoserie. Proprio così. Le due fazioni si incontrano pacificamente dentro un pub per stabilire le modalità operative della guerriglia urbana che scateneranno l’un contro l’altro armati una settimana dopo.
Il mio rimanere allibito durò qualche ora, poi a mente più fredda feci un’altra riflessione.
A parte le fratture, non è quello che normalmente avviene nella politica italiana seppur a momenti invertiti? Le tifoserie calcistiche si mettono d’accordo prima e si scannano poi, nella politica politicante si scannano prima e si mettono d’accordo poi…. o giù di lì.
C’è sicuramente un dato di fatto, non sempre le cose sono come appaiono.
Ad esempio nelle elezioni non si vota quasi mai per chi deve governare e per chi deve fare l’opposizione, ma più realisticamente per chi deve essere azionista di maggioranza e chi azionista di minoranza, all’interno di un’unica società di spartizione partitocratica.
Chi si oppone a questo schema, o è inadeguato (e viene alimentato dallo stesso potere) o talmente pericoloso per la spartitocrazia che viene silenziato oppure dileggiato, anche grazie ai media amici e “conviviali”.
Questo è il fenomeno dei menzogneri che a me piace chiamare con il vero nome: “ladri di verità”.
E’ difficile combattere contro queste sirene, ma non impossibile, bisognerà essere intelligenti nel trovare gli spiragli giusti ed imporre al potere la sua stessa legalità, solo così si potrà sonfiggerlo facendo leva sulla sua avidità.

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