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Archivio Marzo 2015

Rems, Regione Lazio e Ceccano

31 Marzo 2015 Commenti chiusi

Il Decreto legge 211/2011 successivamente convertito con la Legge 9/2012 ha predisposto la chiusura definitiva degli Ospedali Penitenziari Giudiziari. Tale chiusura dovrà avvenire, salvo proroghe dell’ultima ora il prossimo 31 marzo. Inizialmente la stessa legge prevedeva una chiusura al 31 marzo 2013 e poi dopo due proroghe si è arrivati finalmente alla fine di marzo 2015. A discapito del nome, gli OPG non erano delle strutture sanitarie in senso stretto, ma dei carceri dove venivano detenute delle persone con seri problemi psichiatrici. Rappresentavano, senza ombra di dubbio, la conitnuazione in senso stretto degli ex manicomi criminali di lombrosiana memoria e come constatato nel 2010 dalla Commisione Sanità presieduta da Marino, rappresentavano dei veri e propri lager che per numero di detenuti e scarsità di mezzi non permettevano il trattamento individuale dei pazienti in termini accettabili nè dal punto di vista sanitario nè da quello umano.
Con la legge 9/2012, il successivo DM salute dell’ottobre del 2012 e la legge 81/2014 si individuano anche le modalità di chiusura e di passaggio ad altro trattamento degli ospiti degli OPG. Dei circa 700 detenuti degli OPG poco meno della metà saranno accolti da comunità di accoglienza o restituiti alla famiglie per le cure che dovranno essere garantire dai Dipartimenti di Salute Mentale. Gli altri, i cosiddetti non dismissibili, saranno ospiti delle cosiddette Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza detentiva (REMS) e facendo prevalere l’interesse territoriale, ogni regione dovrà occuparsi di collocare i detenuti residenti nella propria regione attualmente presenti un una dei cinque OPG italiani. Per la Regione Lazio si tratterà di provvedere all’assistenza sanitaria di 91 detenuti attualmente ospiti ad Aversa e Napoli.
Le Rems saranno, sulla base degli intenti del legislatore, una sorta di case di cura che si occuperanno dei trattamenti di natura psichiatrica e sanitaria dei propri pazienti e che avranno anche l’ambizione di recuperare alla vita normale tali persone.
Come quasi tutte le regioni, anche la Regione Lazio si trova a vivere una situazione di forte ritardo all’appuntamento del 31 marzo ed ha individuato al momento quattro Rems provvisorie (non previste dalla normativa e quindi con profili di forzatura della legalità vigente) in Subiaco, Pontecorvo, Palombara Sabina e Ceccano (che ospiterà 20 persone di sesso maschile, aanche se non credo che dal 1 aprile i primi ospiti saranno trasferiti) questo per cercare di dare adeguata ospitalità a tali pazienti e fino al completamento delle Rems vere e proprie che saranno ubicate a Subiaco, a Rieti e a Ceccano.
Soffermandoci sulla realtà ceccanese, occorre dire che, come previsto dall’art. 3 ter della legge 9/2012, la struttura pur essendo una residenza sanitaria a tutti gli effetti, sarà oggetto di sorveglianza esterna del perimetro dell’edificio attraverso l’accordo che le Prefetture stipuleranno con le forze dell’ordine nel pieno rispetto degli standard di sicurezza.
In deroga al blocco delle assunzioni previste, la stessa norma prevede l’assunzione di personale medico e paramedico ad alta professionalità attraverso concorso e personale OSS a chiamata diretta il tutto gestito dalle ASL.
Tale informazione viene data anche per evitare che probabili speculazioni possano inficiare il corretto svolgimento della prossima competizione elettorale. Anche perchè i rischi di manipolazione sono talmente alti che le forze investigative sono tutte già allertate.
Ceccano sarà anche ospite della Rems definitiva. Su questo punto bisogna fare delle precisazioni. Il decreto del commissario ad acta n. 72 del 19-02-2015 indica nella località Borgo Santa Lucia (alle spalle dell’ex Ospedale)il luogo dove costruire tale struttura. Successivamente, in una conferenza stampa tenuta in prefettura qualche settimana orsono, si è precisato che vi è stato un errore di stampa e che invece la Rems definitiva sarà costruita in Via Fabrateria Vetus recuperando l’area dell’Ospedale in Costruzione, mai concluso ed abbandonato. Al momento però non risultano decreti o provvedimenti di rettifica dell’indirizzo.
Quello che sembra certo è che verranno costruiti due moduli da 20 posti cadauno ed anche qui ci sembra si possa configurare una forzatura, in quanto fra i requisiti previsti dal DM salute dell’ottobre 2012 risulta che l’area abitativa deve avere un massimo di 20 posti. Ora sicuramente due moduli possono essere configurati come due unità abitative differenti, ma lo spirito della norma immaginava altro.
Anche perchè la speranza è che tali Rems non siano solo operazioni dai grandi interessi (ogni paziente graverà sul SSR per circa cinquemila euro al mese) o un modo per cambiare nome agli OPG magari in forma mini (con l’aggravante che per queste strutture non sono previste visite di sindacato ispettivo), ma diventino delle strutture di eccellenza per questo tipo di malattia.
L’auspicio è anche il rafforzamento in termini di personale e di risorse dei Dipartimenti di Salute Mentale che dovranno comunque farsi carico sia dei pazienti ritenuti dismissibili dagli OPG, sia di nuovi pazienti derivanti dal considerevole aumento di patologie psichiatriche dovuto agli effetti della crisi economica e che rappresentano un importante avamposto anche in termini preventivi per questa tipologia di problematica sanitaria.