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A Taranto invece, sta cercando di vincere il mercato

29 Luglio 2012

No caro Sechi. Su Taranto e l’Ilva ti sbagli. A Taranto non sta vincendo il socialismo irreale come lo descrivi, sta vincendo, o meglio sta cercando di vincere il mercato. Il mercato quello vero, quello fatto di regole, magari poche, chiare e precise, ma quel mercato sta cercando di imporsi. Perchè dico questo? Perchè l’Ilva non sta rispettando la normativa in maniera ambientale, perchè se è normale che produrre acciaio inquina è pur vero che superare determinati livelli di taluni inquinanti significa non rispettare le regole che lo Stato impone al mercato, affinchè nello stesso vinca il migliore e non il più arrogante. La famiglia Riva era stata già avvisata da lustri e passi avanti significativi non se ne sono fatti a sufficienza, nell’ottica italiota per cui si privatizzano giustamente i profitti, ma si socializzano ingiustamente le perdite. Sono stati stanziati oltre trecento milioni di euro per bonificare quell’area e li metterà Pantalone, la cassa integrazione ormai quasi certa per gli operai la pagheremo tutti noi e se l’Ilva chiuderà, chiuderà non per un provvedimento giudiziario ma per una tecnologia ormai obsoleta che impedisce alla stessa azienda di essere competitiva sui mercati. E’ arrivata l’ora dei piagnoni? Hanno poco da piangere, chi difende questa Ilva, attacca Taranto, violenta Taranto, ma soprattutto toglie una speranza ad una nazione intera che deve finalmente capire che il suo cancro, il suo vero cancro, oltre alla tassazione elevata, ad una giustizia che non funziona è una illegalità diffusa ed una arroganza di potere per cui, una azienda che paga più di un tot di stipendi è autorizzata a fare tutto perchè ha sempre il coltello del ricatto dalla parte del manico. Giustamente tutti parlano della gravità della vicenda, potrebbe essere un duro colpo non solo per l’Ilva, per Taranto ma per l’intero complesso industriale italiano, ma nessuno parla in queste ore di tutte le altre attività che, a causa dell’Ilva o anche dell’Ilva, hanno portato centinaia di famiglie in una situazione altrettanto grave, dai pescatori, agli allevatori di mitili, agli allevatori di ovini e ai coltivatori della zona, senza considerare le migliaia di famiglie nella disperazione più totale perché colpiti da leucemie o neoplasie dovute proprio al mancato rispetto dei vincoli ambientali. Nessuno si illude che il benessere sia a costo zero, ma c’è un limite al costo da sostenere e credo che a Taranto, quel limite sia stato da tempo, troppo tempo, superato. W il mercato, w il liberismo, quello vero però.

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  1. mm
    29 Dicembre 2012 a 6:57 | #1

    quello che è pazzesco, è che si mette al centro l’interesse del mercato, un entità astratta che interessa le banche e la borsa.
    al centro dovrebbe esserci il benessere dell’uomo, degli animali, della natura.
    fino a quando questa prepotenza?
    buone feste

  2. 6 Giugno 2013 a 3:53 | #2

    nice articles

  3. 15 Giugno 2013 a 3:31 | #3

    thanks for share!

  4. 17 Luglio 2013 a 11:15 | #4

    nice articles

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