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Archivio Gennaio 2007

Dirigenti radicali: basta con il massacro di immagine e identità di Pannella

3 Gennaio 2007 1 commento


Roma, 3 gennaio 2007

Dichiarazione congiunta dei dirigenti radicali Sergio D?Elia (Segretario di Nessuno tocchi Caino), Elisabetta Zamparutti (tesoriera di NtC e Radicali Italiani), Rita Bernardini (Segretaria di Radicali Italiani), Maria Antonietta Coscioni (Presidente di Radicali Italiani), Daniele Capezzone (Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati), Marco Cappato (Segretario dell?Associazione Luca Coscioni), Sergio Stanzani (Presidente di Non c?è Pace senza Giustizia), Maurizio Turco (Presidente Vicario del Senato del PRT).

?Tutti i telegiornali di ieri hanno insistito nel definire una ?protesta? la iniziativa di Marco Pannella di sciopero della fame e della sete, giunto all?ottavo giorno, per la moratoria Onu delle esecuzioni capitali. Hanno anche travisato il colloquio di Pannella con Romano Prodi dando l?idea di un governo italiano che ha già presentato la proposta di moratoria al Palazzo di Vetro e di un Pannella ostinato e irragionevole che non tiene conto di atti e fatti compiuti.

E? un massacro di identità e di immagine che colpisce Marco Pannella e pregiudica gli obiettivi della sua lotta – ripetiamo: lotta e non protesta – per ottenere dal governo italiano di compiere gli atti formali e conseguenti all?impegno a presentare una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali all?Assemblea Generale dell?ONU in corso.

Su questo, Pannella condivide con Prodi la necessità di sapere cosa sta avvenendo realmente e ufficialmente a New York: per l?esattezza, il testo della proposta di moratoria che sarebbe stata presentata alla Assemblea Generale e le procedure regolamentari che sarebbero state attivate per metterla all?ordine del giorno e portarla al voto. A questo momento, sia Pannella che Prodi non conoscono nè il testo nè la procedura. Se non si interrompe subito la deformazione della verità e la disinformazione in atto, anche l?obiettivo immediato dell?azione di Pannella e l?impegno di Prodi saranno pregiudicati.?

Riferimenti: radicali italiani

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Martiri laici

2 Gennaio 2007 Commenti chiusi


di Gualtiero Vecellio

Bisognerà cercare di ricostruirlo, per poterlo ?leggere? compiutamente, il percorso e il ?fare? politico di Piergiorgio Welby. Innanzitutto perché non sia privato di quella dignità che qualcuno in queste ore gli vuole espropriare, sfregiandolo fino in fondo: prima condannandolo alla tortura, e ora negandogli perfino identità: strillano che è stato strumentalizzato; cioè era incapace di intendere e volere. Non parlano ancora di plagio, ma ci arriveranno. Quella è la loro ?cultura?. Quella dei carnefici, del rogo.

Bisognerà ricostruire questo percorso e il suo ?fare? politico: da quando il 1 maggio del 2002, sul Forum di Radicali Italiani lanciò quel suo messaggio ?SVEGLIAAAA!?, che ci chiamava ad agire, ci scuoteva e percuoteva. E? davvero una teoria della prassi, quella di Piergiorgio. Come avesse intrapreso una partita a scacchi, sfidando chi lo condannava alla sofferenza e chi voltava la testa indifferente. Alla fine, ogni ?tessera? è andata al suo posto: ed emerge una trama che forse Welby prefigurava nel momento in cui, giorno dopo giorno, ora dopo ora, ?segnava? una mossa: ?Eutanasia?, quella ?zattera? virtuale di cui era il Comandante, è un documento eccezionale: andrebbe studiato, analizzato, è di una straordinaria ricchezza di cui, forse, neppure noi siamo completamente consapevoli; e così gli editoriali che per anni è andato pubblicando su ?Notizie Radicali?, e che solo in parte abbiamo raccolto in un volumetto chiamato con il nome con cui amava firmarsi: ?Il Calibano?, il personaggio de ?La Tempesta? di William Shakeaspeare, il figlio della strega che vive sull?isola? Per inciso: i tanti giornali che ?ora? scoprono Welby, e ne tessono lodi ammirate. Possiamo osservare che i suoi interventi, quando Piergiorgio era vivo, venivano pubblicati solo da un piccolo giornale di provincia, ?La Voce di Romagna??

Se è consentito parlare di martiri laici, Welby fa parte di questo Pantheon. Ed è amaro dover constatare quante volte, per affermare un diritto, per ottenere il rispetto di una legge che magari neppure del tutto ci soddisfa, si debba spesso pagare dei ?prezzi? che non dovrebbero esser richiesti.

Ha pagato Enzo Tortora, vittima di una mostruosa vicenda giudiziaria. Lo ricordate quel suo ?Mi hanno fatto esplodere una bomba dentro?? Ha pagato Antonio Russo, crediamo di sapere perché, e anche per volontà di chi; e prima di lui, un?altra morte, Andrea Tamburi: vittima di un?aggressione a Mosca di cui si vorrebbe e dovrebbe sapere di più. E naturalmente Luca Coscioni: una storia, un percorso, un ?fare? politico precedente ma simile a quello di Piergiorgio.

Se si raccolgono le ingiurie e le offese che in queste ore ci vengono scagliate dai Gianfranco Fini e dai Roberto Maroni, dai Luca Volontà agli Ignazio La Russa alle Paole Binetti, e le accostiamo a quelle che ci vennero rovesciate negli anni ?60, ?70, ?80, ?90, ci si renderà conto che cambiano gli autori, ma la ?qualità? dell?ingiuria, la volontà di sfregio, sono identiche: oggi come ieri, descritti e qualificati come boia e assassini, delinquenti e irrecuperabili, demagoghi e strumentali, sempre e comunque penalmente e moralmente condannabili. Ieri era Giorgio Pisanò a puntare l?indice accusatore, con suo ?Candido?. Oggi sono Gianfranco Fini sul ?Secolo d?Italia?, Volontè, Maroni. Indicati come delinquenti al tempo del divorzio e dell?aborto; indicati come delinquenti oggi.

Il grido ?SVEGLIAAAA!? di Piergiorgio non è poi così diverso, nell?essenza, da quello di Claudio Villa (sì, lui, il ?reuccio? trasteverino, comunista per tutta la vita, e negli ultimi anni la tessera radicale in tasca), che si strappa fili e congegni meccanici che lo fanno vivere, e lancia la sua ?invettiva?: Vita sei bella, morte fai schifo!?. E neppure troppo diverso è Leonardo Sciascia, che pacatamente fa dire al personaggio del suo ultimo racconto, malato della sua stessa malattia, che arrivati al punto in cui la ?speranza è l?ultima a morire, la morte è l?ultima speranza?.

L?altro giorno Eugenio Scalfari ha scritto su ?Repubblica? un bell?articolo, dolente e pietoso, ?cristiano? anche se il suo autore è laico senza dubbi. Certi laici in gonnella, e certi cattolici così simili ai farisei e come loro mobilitati nel crucifige, dovrebbero leggerlo. Qualche loro tetragona certezza ne verrebbe forse beneficamente scalfita, se non proprio ? vogliamo augurarlo a loro e a noi ? infranta.
Riferimenti: Notizie Radicali

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