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Archivio Novembre 2006

104 NOMINATI IN FILA PER SEI COL RESTO DI DUE

26 Novembre 2006 3 commenti


Me li immagino così i 104 beneficiati da Maria Antezza, disposti davanti a lei, seduta su un trono e loro, così disposti, piano piano si incamminano verso di lei per poi inginocchiarsi a baciarle la mano.
Eh si, ha proprio ragione Giuseppe Salvaggiulo, corrispondente del Giornale: ?E poi dicono che al Sud non si lavora. Per nominare in un colpo solo 104 amministratori di enti e società pubbliche, al Consiglio regionale della Basilicata hanno fatto notte. Riunioni, consultazioni, schemi di divisione tra i partiti, liti fino alla fumata bianca???.?
Ed ha ragione altresì, come spesso, ahilui, gli capita il compagno Bolognetti ?complimenti agli amministratori unici dell?Ater di Potenza e Matera, che da oggi staccheranno un assegno di 5000 ? mensili più indennità. Complimenti al Presidente dei lucani all?estero, che guadagnerà circa 2000 ? mensili. Complimenti al Presidente dell?Arpab, che ha quasi fatto sei al superenalotto, o quanto meno un 5+1??..?
Entrando un po? nello specifico del provvedimento, si può notare che sono stati nominati ben 10 ?esperti? (5 + 5) nelle commissioni provinciali per la determinazione delle indennità definitive, vale a dire una commissione che deve stabilire a quanto ammonterà l?indennizzo dei nominati. Assurdo?
Si potrebbe pensare anche che la nostra ben amata regione abbia molto a cuore le tematiche ambientali, infatti è stato designato il nuovo direttore dell?Arpab (Agenzia Regionale per la Protezione dell?Ambiente Basilicata), 6 membri del Comitato Scientifico regionale per l?Ambiente, 3 esperti della Commissione Regionale per la tutela del Paesaggio, 6 esperti del Comitato Regionale contro l?Inquinamento Atmosferico di Basilicata, i Presidenti dell?Ente Parco Naturale Gallipoli Cognato ? Piccole Dolomiti Lucane e dell? Ente di gestione del Parco Archeologico Storico-Naturale delle Chiese Rupestri del Materano.
Peccato, per loro, che non abbiano potuto procedere alla 105esima nomina, quella del Presidente del futuro Ente Parco Nazionale della Val d?Agri. Vorrà dire che l?ex senatore Coviello, che sembra da voci di ?popolo? essere in pole position, dovrà ancora aspettare qualche mese.
A parte questo ?political gossip?, saranno capaci, ?tutti insieme?, di promuovere non solo la moratoria per l?insediamento di nuove torri eoliche ma anche l?abbattimento di quelle già presenti e che rovinano non solo il nostro paesaggio ma anche l?ecosistema che li circonda?
Aspetteremo.
Le nomine, seppur fatte dal Presidente del Consiglio Regionale, sono state condivise con l?opposizione così come affermato, in maniera fin troppo entusiastica, da Cosimo Latronico, candidato presidente della CDL alle ultime elezioni regionali. A dimostrazione che quando c?è da spartire, il nostro sistema diventa monopartitico.
Vi è stato il boom di nomine femminili, ben il 38%, peccato che ben 20 siano state nominate nella commissione (monogenere) per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna.
Che confusione. Sarà perché ti amo, direbbero i Ricchi e Poveri. E qui in questa regione, l?unico business che funziona e che ti fa diventare ricco è la politica politicante, per gli altri poveri cristi solo briciole.
Lo slogan del Centro Sinistra alle ultime regionali, impossibile da dimenticare, è stato ?Basilicata che Bello?, io direi Basilicata che bello spettacolo, anzi dico di più Basilicata che bello spettacolo di m?… Qualcuno storcerà il naso e dirà The show must go on, io spero che arriverà presto il momento del The show is finished, go in peace. Amen.

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Sacerdoti, matrimoni, interrogativi e assenza di risposte. Parte Seconda

22 Novembre 2006 14 commenti


Nell?incontro che abbiamo avuto la scorsa domenica nel nostro percorso verso il matrimonio cristiano, è andato tutto bene, abbiamo incontrato una coppia giovane con due figli piccoli, che ci ha raccontato la loro testimonianza di fede all?interno del nucleo familiare.
Tuttavia, nonostante tutto, è stato il momento per fare una nuova riflessione, o meglio, per avere la conferma di ciò che pensavo e subodoravo da tempo.
In pratica, tutte le coppie che si sono alternate fra di loro in questi incontri, hanno una caratteristica che li accomuna, tutti, nessuno escluso, lavorano all?interno di strutture pubbliche, la maggior parte di essi nella scuola.
Intendiamoci, ci sono anche casi di precari e di pendolari, però tutti godono degli indiscutibili vantaggi che solo un lavoro nella pubblica amministrazione può dare. E? un caso? Francamente credo di no, perché credo che la Chiesa, sfruttando il proprio indiscutibile potere, si sa trasformare anche in vero e proprio ufficio di collocamento, creando anche una sudditanza, quanto meno psicologica, nei confronti dei beneficiati.
Se poi penso anche al fatto, che tutte queste persone che hanno dato vita a questi incontri, sono di Comunione e Liberazione, il cerchio si chiude ed è quindi dimostrabile anche il controllo politico del territorio.
Meditiamo gente meditiamo.

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Sono più famoso di Agca, senza nemmeno l’aiuto dei servizi bulgari

19 Novembre 2006 1 commento


ROMA – «Mi hanno chiamato dal New York Times, lo giuro. Ma dico: faccio il 3% di share su La7, non hanno di meglio da fare? E che dovrebbe succedere a Pippo Baudo? Un?intervista da Marte? Mamma mi ha telefonato: “Sei su tutti i tg, cos?hai fatto?”. E io: “Mamma, sono più famoso di Alì Agca, e non mi hanno nemmeno aiutato i servizi segreti bulgari”».

Crozza, è la risposta alle polemiche sull?imitazione del Papa?
«No. Sto provando il monologo per lunedì. Sa cosa mi ha stupito? Tanta gente che ha dichiarato: “Non ho visto l?imitazione, ma mi offende”. Mi ricorda chi ci dice come fare sesso e non fa sesso, come educare i figli e non fa figli».

Una descrizione dei documenti della Conferenza Episcopale?
«E? una sua deduzione?. Certo, mi hanno trattato come il diavolo. Ma se non ho nemmeno scritto la Finanziaria!».

Domani alle 21 rinuncerà o no all?imitazione di Benedetto XVI
«Creo suspence. Accendete la tv. E vedrete».

Dicono anche che proporrà anche un?imitazione di Ahmadinejad, il presidente dell?Iran.
«Ci sto lavorando, continuo a sperimentare. Ma questa è l?idea: siamo a Teheran, c?è Antonio Zichichi che spiega a Ahmadinejad i segreti della bomba atomica. Il dialogo si ingarbuglia. Tutto finisce come la lettera di Peppino e Totò».

Si apre il capitolo della satira sul mondo dell?Islam?
«Non rivendico nulla. Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri imitarono tre anni fa Bin Laden. Io stesso ho fatto Saddam. Si ironizza su temi sicuri. Potrei fare Kim Jong-Il… Satira sull?Islam? E io che ne so? Non ho tre anni di corano alle spalle. Ma tre da chierichetto sì. Quasi una laurea breve».

Cos?ha pensato quando il segretario del Papa ha detto «basta»?
«La stessa cosa che ho pensato sul New York Times»

Cioè che don Georg Genswein non aveva di meglio da fare?
«Altra sua deduzione… Non credevo di avere tanto potere. Forse ho letto troppo Geppo da piccolo. Avrei dovuto dire troppo Faust, lo so. Ma fa lo stesso».

Ma lei si definisce un cattolico?
«Sì. Sono cresciuto con quei valori. Quando avevo sei anni sono entrato in chiesa e il prete mi ha detto: pentiti! Sono 45 anni che mi chiedo: di che? Ho sviluppato un gran senso di colpa? Mi sono sposato in chiesa, era un desiderio di mia moglie Carla Signorinis, cattolica e credente, che ho rispettato. I nostri figli a Genova studiano dai Maristi. Poi io con loro parlo di tutto. Anche delle religioni».

Però molti cattolici ritengono blasfema la sua satira.
«Ma non sono un mangiapreti, l?ho spiegato. La realtà è che parlo di un mondo che conosco e mi appartiene. Prendete Borat. Da ebreo prende in giro gli ebrei. Perché si ride di ciò che si conosce. E qui rispondo ancora sulla satira e l?Islam. Comunque lo penso da tempo: viviamo un Paese assai poco laico, molto clericale. Ma tutto questo non dovrebbe influenzare la cultura. Né la libertà di satira».

Avvenire parla di «totalitarismo satirico», di «satira intoccabile ».
«Non capisco cosa voglia dire. Io voglio poter sorridere di qualsiasi cosa riguardi gli esseri umani. Tutti gli esseri umani, incluse le loro debolezze. La satira è l?esasperazione, l?iperbole di quelle debolezze. Siamo tutti uomini. Tutti fallibili. Con la gag sul Papa volevo solo umanizzare il personaggio. Ricordare che non esistono idoli terreni».

Ha sentito il don Georg radiofonico di Fiorello?
«Non ancora. Ma dev?essere fantastico. Fiorello è bravissimo».

Sembra quasi che il «suo» Pontefice non sappia cosa dire?
«Ho la sensazione che la Chiesa sia un po? anacronistica, che viva al di fuori della realtà. Per questo vedo Benedetto XVI come un attore costretto ad andare in scena ogni domenica con l?Angelus. Lì c?è molto Mel Brooks. E c?è l?amarezza dell?uomo: “Quando parlava lui, tutti dicevano bravo Papa, quando parlo io tutti dicono bravo Papa di prima…”. Poi è arrivato il discorso di Ratisbona e abbiamo capito tutto».

Si metta però nei panni di un cattolico osservante.
«Già fatto. La moglie di un mio autore è cattolicissima osservantissima. Ora è anche delusissima dalla reazione della Chiesa. Anche a me, ora sono serio, tutto sembra una follia».

Ha detto monsignor Georg Genswein: sarebbe troppo onore se il Papa rispondesse a «questa gente ». Cosa risponde?
«Che va benissimo. Non bisogna attribuire troppi significati a un uomo di satira. Sono un comico. Non voglio cambiare il mondo. Ma voglio continuare ad essere un comico».

Paolo Conti
19 novembre 2006

Riferimenti: Corriere.it

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Sacerdoti, matrimoni, interrogativi e assenza di risposte

13 Novembre 2006 1 commento

Tempo fa, dopo qualche mese di convivenza con la mia ragazza, ho sentito l?esigenza di ?formalizzare? il nostro rapporto, in pratica volevo sposarmi; per la prima volta nella mia vita, io che non avevo mai pensato al matrimonio, sentivo la necessità di avvicinarmi a questo istituto.
Così una sera, ci siamo coricati insieme, presi fra le mie braccia il suo capo e facendomi coraggio, dopo un lungo sospiro, mi dichiarai e le chiesi di convolare a nozze. Lei, è inutile dirlo, mi disse si immediatamente e felicemente (d?altronde era impensabile facesse il contrario, eh eh eh eh) e da lì iniziò il percorso che si concluderà il 5 maggio p.v. con la celebrazione delle nostre nozze. Ma perché vi racconto questo? Semplicemente per mettervi al corrente di un episodio che io ho giudicato increscioso e voglio capire se ci sono altre persone che si sono trovate in questa situazione.
Ritornando al racconto, la prima decisione da prendere era se sposarsi in chiesa oppure con rito civile. Entrambi ci definiamo cristiani, molto credenti ma, nello stesso tempo, siamo profondamente e convintamente anticlericali. Non riconosciamo nessun crisma di santità al sacerdozio e soprattutto contestiamo sia la gerarchia ecclesiastica in quanto tale, sia la ?politica? della Chiesa, che spesso giudichiamo anticristiana.
Non c?erano belle premesse, però eravamo convinti e poi è inutile nascondersi dietro il fatto, che ai nostri genitori avrebbe fatto piacere, soprattutto ai miei, che ci sposassimo in Chiesa.
Bene, presa la decisione di sposarci con il rito religioso, dovevamo scegliere quale corso prematrimoniale seguire e considerando le nostre esigenze ne abbiamo scelto uno vicino casa, che si tenesse di sabato e domenica senza avere ?problemi? nei giorni feriali, il mese? Novembre.
I primi due incontri sono stati molto interessanti, esperienze di coppie che ci hanno testimoniato come la vita del Signore abbia cambiato le loro esistenze e la loro vita di coppia. Il terzo incontro, seppur con la presenza di una coppia, mi è parsa più una classica lezione di catechismo, molto astratta e molto lontano dalla realtà, il quarto incontro, anche questo potenzialmente interessante, ha dimostrato ai miei occhi, ai nostri occhi, che c?è qualche cosa che non va in queste situazioni. In pratica appena si pongono dei dubbi o degli interrogativi su determinati temi, ad esempio procreazione assistita, matrimonio dei sacerdoti e fallibilità e mutevolezza della Chiesa, la risposta del prete non è quella di spiegare perché questi dubbi e/o interrogativi sono sbagliati, cercando di portarti testimonianze e/o letture di testi sacri dove si può dare evidenza assoluta a quello che il sacerdote sostiene, bensì il viso del sacerdote diventa improvvisamente rosso paonazzo, mettendo in evidenza un certo fastidio e malcontento, e poi, ritrovando momentaneamente un serafico aplombe dice: ?ragazzi se non siete cristiani evitate di sposarvi in chiesa, ragazzi se non venite a messa la domenica, non vi sposate in chiesa?.
Credo che una forma di chiusura così mi sembra totale e dimostra due cose, l?incapacità di alcuni sacerdoti di porsi con umiltà fornendo spiegazioni senza dover elencare dogmi o far ricorso all?istituto della disobbedienza; l?arroganza di sentirsi padroni della parola di Dio al punto di dirti che se non la pensi esattamente come loro non sei cristiano e non puoi sposarti.
A quelle parole inizialmente mi sono sentito come un lebbroso ma mi sono servite, ora sono arcisicuro non solo di sposarmi ma di sposarmi in chiesa, perché non si può lasciare la propria fede nelle mani di persone che assumono sempre più comportamenti anticristiani, perché la chiesa è anche mia, nostra, nella stessa misura in cui è la loro.

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Sacerdoti, matrimoni, interrogativi e assenza di risposte

13 Novembre 2006 Commenti chiusi

Tempo fa, dopo qualche mese di convivenza con la mia ragazza, ho sentito l?esigenza di ?formalizzare? il nostro rapporto, in pratica volevo sposarmi; per la prima volta nella mia vita, io che non avevo mai pensato al matrimonio, sentivo la necessità di avvicinarmi a questo istituto.
Così una sera, ci siamo coricati insieme, presi fra le mie braccia il suo capo e facendomi coraggio, dopo un lungo sospiro, mi dichiarai e le chiesi di convolare a nozze. Lei, è inutile dirlo, mi disse si immediatamente e felicemente (d?altronde era impensabile facesse il contrario, eh eh eh eh) e da lì iniziò il percorso che si concluderà il 5 maggio p.v. con la celebrazione delle nostre nozze. Ma perché vi racconto questo? Semplicemente per mettervi al corrente di un episodio che io ho giudicato increscioso e voglio capire se ci sono altre persone che si sono trovate in questa situazione.
Ritornando al racconto, la prima decisione da prendere era se sposarsi in chiesa oppure con rito civile. Entrambi ci definiamo cristiani, molto credenti ma, nello stesso tempo, siamo profondamente e convintamente anticlericali. Non riconosciamo nessun crisma di santità al sacerdozio e soprattutto contestiamo sia la gerarchia ecclesiastica in quanto tale, sia la ?politica? della Chiesa, che spesso giudichiamo anticristiana.
Non c?erano belle premesse, però eravamo convinti e poi è inutile nascondersi dietro il fatto, che ai nostri genitori avrebbe fatto piacere, soprattutto ai miei, che ci sposassimo in Chiesa.
Bene, presa la decisione di sposarci con il rito religioso, dovevamo scegliere quale corso prematrimoniale seguire e considerando le nostre esigenze ne abbiamo scelto uno vicino casa, che si tenesse di sabato e domenica senza avere ?problemi? nei giorni feriali, il mese? Novembre.
I primi due incontri sono stati molto interessanti, esperienze di coppie che ci hanno testimoniato come la vita del Signore abbia cambiato le loro esistenze e la loro vita di coppia. Il terzo incontro, seppur con la presenza di una coppia, mi è parsa più una classica lezione di catechismo, molto astratta e molto lontano dalla realtà, il quarto incontro, anche questo potenzialmente interessante, ha dimostrato ai miei occhi, ai nostri occhi, che c?è qualche cosa che non va in queste situazioni. In pratica appena si pongono dei dubbi o degli interrogativi su determinati temi, ad esempio procreazione assistita, matrimonio dei sacerdoti e fallibilità e mutevolezza della Chiesa, la risposta del prete non è quella di spiegare perché questi dubbi e/o interrogativi sono sbagliati, cercando di portarti testimonianze e/o letture di testi sacri dove si può dare evidenza assoluta a quello che il sacerdote sostiene, bensì il viso del sacerdote diventa improvvisamente rosso paonazzo, mettendo in evidenza un certo fastidio e malcontento, e poi, ritrovando momentaneamente un serafico aplombe dice: ?ragazzi se non siete cristiani evitate di sposarvi in chiesa, ragazzi se non venite a messa la domenica, non vi sposate in chiesa?.
Credo che una forma di chiusura così mi sembra totale e dimostra due cose, l?incapacità di alcuni sacerdoti di porsi con umiltà fornendo spiegazioni senza dover elencare dogmi o far ricorso all?istituto della disobbedienza; l?arroganza di sentirsi padroni della parola di Dio al punto di dirti che se non la pensi esattamente come loro non sei cristiano e non puoi sposarti.
A quelle parole inizialmente mi sono sentito come un lebbroso ma mi sono servite, ora sono arcisicuro non solo di sposarmi ma di sposarmi in chiesa, perché non si può lasciare la propria fede nelle mani di persone che assumono sempre più comportamenti anticristiani, perché la chiesa è anche mia, nostra, nella stessa misura in cui è la loro.

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Così una sera, ci siamo coricati insieme, presi fra le mie braccia il suo capo e facendomi coraggio, dopo un lungo sospiro, mi dichiarai e le chiesi di convolare a nozze. Lei, è inutile dirlo, mi disse si immediatamente e felicemente (d?altronde era impensabile facesse il contrario, eh eh eh eh) e da lì iniziò il percorso che si concluderà il 5 maggio p.v. con la celebrazione delle nostre nozze. Ma perché vi racconto questo? Semplicemente per mettervi al corrente di un episodio che io ho giudicato increscioso e voglio capire se ci sono altre persone che si sono trovate in questa situazione.
Ritornando al racconto, la prima decisione da prendere era se sposarsi in chiesa oppure con rito civile. Entrambi ci definiamo cristiani, molto credenti ma, nello stesso tempo, siamo profondamente e convintamente anticlericali. Non riconosciamo nessun crisma di santità al sacerdozio e soprattutto contestiamo sia la gerarchia ecclesiastica in quanto tale, sia la ?politica? della Chiesa, che spesso giudichiamo anticristiana.
Non c?erano belle premesse, però eravamo convinti e poi è inutile nascondersi dietro il fatto, che ai nostri genitori avrebbe fatto piacere, soprattutto ai miei, che ci sposassimo in Chiesa.
Bene, presa la decisione di sposarci con il rito religioso, dovevamo scegliere quale corso prematrimoniale seguire e considerando le nostre esigenze ne abbiamo scelto uno vicino casa, che si tenesse di sabato e domenica senza avere ?problemi? nei giorni feriali, il mese? Novembre.
I primi due incontri sono stati molto interessanti, esperienze di coppie che ci hanno testimoniato come la vita del Signore abbia cambiato le loro esistenze e la loro vita di coppia. Il terzo incontro, seppur con la presenza di una coppia, mi è parsa più una classica lezione di catechismo, molto astratta e molto lontano dalla realtà, il quarto incontro, anche questo potenzialmente interessante, ha dimostrato ai miei occhi, ai nostri occhi, che c?è qualche cosa che non va in queste situazioni. In pratica appena si pongono dei dubbi o degli interrogativi su determinati temi, ad esempio procreazione assistita, matrimonio dei sacerdoti e fallibilità e mutevolezza della Chiesa, la risposta del prete non è quella di spiegare perché questi dubbi e/o interrogativi sono sbagliati, cercando di portarti testimonianze e/o letture di testi sacri dove si può dare evidenza assoluta a quello che il sacerdote sostiene, bensì il viso del sacerdote diventa improvvisamente rosso paonazzo, mettendo in evidenza un certo fastidio e malcontento, e poi, ritrovando momentaneamente un serafico aplombe dice: ?ragazzi se non siete cristiani evitate di sposarvi in chiesa, ragazzi se non venite a messa la domenica, non vi sposate in chiesa?.
Credo che una forma di chiusura così mi sembra totale e dimostra due cose, l?incapacità di alcuni sacerdoti di porsi con umiltà fornendo spiegazioni senza dover elencare dogmi o far ricorso all?istituto della disobbedienza; l?arroganza di sentirsi padroni della parola di Dio al punto di dirti che se non la pensi esattamente come loro non sei cristiano e non puoi sposarti.
A quelle parole inizialmente mi sono sentito come un lebbroso ma mi sono servite, ora sono arcisicuro non solo di sposarmi ma di sposarmi in chiesa, perché non si può lasciare la propria fede nelle mani di persone che assumono sempre più comportamenti anticristiani, perché la chiesa è anche mia, nostra, nella stessa misura in cui è la loro.

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13 Novembre 2006 2 commenti

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Così una sera, ci siamo coricati insieme, presi fra le mie braccia il suo capo e facendomi coraggio, dopo un lungo sospiro, mi dichiarai e le chiesi di convolare a nozze. Lei, è inutile dirlo, mi disse si immediatamente e felicemente (d?altronde era impensabile facesse il contrario, eh eh eh eh) e da lì iniziò il percorso che si concluderà il 5 maggio p.v. con la celebrazione delle nostre nozze. Ma perché vi racconto questo? Semplicemente per mettervi al corrente di un episodio che io ho giudicato increscioso e voglio capire se ci sono altre persone che si sono trovate in questa situazione.
Ritornando al racconto, la prima decisione da prendere era se sposarsi in chiesa oppure con rito civile. Entrambi ci definiamo cristiani, molto credenti ma, nello stesso tempo, siamo profondamente e convintamente anticlericali. Non riconosciamo nessun crisma di santità al sacerdozio e soprattutto contestiamo sia la gerarchia ecclesiastica in quanto tale, sia la ?politica? della Chiesa, che spesso giudichiamo anticristiana.
Non c?erano belle premesse, però eravamo convinti e poi è inutile nascondersi dietro il fatto, che ai nostri genitori avrebbe fatto piacere, soprattutto ai miei, che ci sposassimo in Chiesa.
Bene, presa la decisione di sposarci con il rito religioso, dovevamo scegliere quale corso prematrimoniale seguire e considerando le nostre esigenze ne abbiamo scelto uno vicino casa, che si tenesse di sabato e domenica senza avere ?problemi? nei giorni feriali, il mese? Novembre.
I primi due incontri sono stati molto interessanti, esperienze di coppie che ci hanno testimoniato come la vita del Signore abbia cambiato le loro esistenze e la loro vita di coppia. Il terzo incontro, seppur con la presenza di una coppia, mi è parsa più una classica lezione di catechismo, molto astratta e molto lontano dalla realtà, il quarto incontro, anche questo potenzialmente interessante, ha dimostrato ai miei occhi, ai nostri occhi, che c?è qualche cosa che non va in queste situazioni. In pratica appena si pongono dei dubbi o degli interrogativi su determinati temi, ad esempio procreazione assistita, matrimonio dei sacerdoti e fallibilità e mutevolezza della Chiesa, la risposta del prete non è quella di spiegare perché questi dubbi e/o interrogativi sono sbagliati, cercando di portarti testimonianze e/o letture di testi sacri dove si può dare evidenza assoluta a quello che il sacerdote sostiene, bensì il viso del sacerdote diventa improvvisamente rosso paonazzo, mettendo in evidenza un certo fastidio e malcontento, e poi, ritrovando momentaneamente un serafico aplombe dice: ?ragazzi se non siete cristiani evitate di sposarvi in chiesa, ragazzi se non venite a messa la domenica, non vi sposate in chiesa?.
Credo che una forma di chiusura così mi sembra totale e dimostra due cose, l?incapacità di alcuni sacerdoti di porsi con umiltà fornendo spiegazioni senza dover elencare dogmi o far ricorso all?istituto della disobbedienza; l?arroganza di sentirsi padroni della parola di Dio al punto di dirti che se non la pensi esattamente come loro non sei cristiano e non puoi sposarti.
A quelle parole inizialmente mi sono sentito come un lebbroso ma mi sono servite, ora sono arcisicuro non solo di sposarmi ma di sposarmi in chiesa, perché non si può lasciare la propria fede nelle mani di persone che assumono sempre più comportamenti anticristiani, perché la chiesa è anche mia, nostra, nella stessa misura in cui è la loro.

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Così una sera, ci siamo coricati insieme, presi fra le mie braccia il suo capo e facendomi coraggio, dopo un lungo sospiro, mi dichiarai e le chiesi di convolare a nozze. Lei, è inutile dirlo, mi disse si immediatamente e felicemente (d?altronde era impensabile facesse il contrario, eh eh eh eh) e da lì iniziò il percorso che si concluderà il 5 maggio p.v. con la celebrazione delle nostre nozze. Ma perché vi racconto questo? Semplicemente per mettervi al corrente di un episodio che io ho giudicato increscioso e voglio capire se ci sono altre persone che si sono trovate in questa situazione.
Ritornando al racconto, la prima decisione da prendere era se sposarsi in chiesa oppure con rito civile. Entrambi ci definiamo cristiani, molto credenti ma, nello stesso tempo, siamo profondamente e convintamente anticlericali. Non riconosciamo nessun crisma di santità al sacerdozio e soprattutto contestiamo sia la gerarchia ecclesiastica in quanto tale, sia la ?politica? della Chiesa, che spesso giudichiamo anticristiana.
Non c?erano belle premesse, però eravamo convinti e poi è inutile nascondersi dietro il fatto, che ai nostri genitori avrebbe fatto piacere, soprattutto ai miei, che ci sposassimo in Chiesa.
Bene, presa la decisione di sposarci con il rito religioso, dovevamo scegliere quale corso prematrimoniale seguire e considerando le nostre esigenze ne abbiamo scelto uno vicino casa, che si tenesse di sabato e domenica senza avere ?problemi? nei giorni feriali, il mese? Novembre.
I primi due incontri sono stati molto interessanti, esperienze di coppie che ci hanno testimoniato come la vita del Signore abbia cambiato le loro esistenze e la loro vita di coppia. Il terzo incontro, seppur con la presenza di una coppia, mi è parsa più una classica lezione di catechismo, molto astratta e molto lontano dalla realtà, il quarto incontro, anche questo potenzialmente interessante, ha dimostrato ai miei occhi, ai nostri occhi, che c?è qualche cosa che non va in queste situazioni. In pratica appena si pongono dei dubbi o degli interrogativi su determinati temi, ad esempio procreazione assistita, matrimonio dei sacerdoti e fallibilità e mutevolezza della Chiesa, la risposta del prete non è quella di spiegare perché questi dubbi e/o interrogativi sono sbagliati, cercando di portarti testimonianze e/o letture di testi sacri dove si può dare evidenza assoluta a quello che il sacerdote sostiene, bensì il viso del sacerdote diventa improvvisamente rosso paonazzo, mettendo in evidenza un certo fastidio e malcontento, e poi, ritrovando momentaneamente un serafico aplombe dice: ?ragazzi se non siete cristiani evitate di sposarvi in chiesa, ragazzi se non venite a messa la domenica, non vi sposate in chiesa?.
Credo che una forma di chiusura così mi sembra totale e dimostra due cose, l?incapacità di alcuni sacerdoti di porsi con umiltà fornendo spiegazioni senza dover elencare dogmi o far ricorso all?istituto della disobbedienza; l?arroganza di sentirsi padroni della parola di Dio al punto di dirti che se non la pensi esattamente come loro non sei cristiano e non puoi sposarti.
A quelle parole inizialmente mi sono sentito come un lebbroso ma mi sono servite, ora sono arcisicuro non solo di sposarmi ma di sposarmi in chiesa, perché non si può lasciare la propria fede nelle mani di persone che assumono sempre più comportamenti anticristiani, perché la chiesa è anche mia, nostra, nella stessa misura in cui è la loro.

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13 Novembre 2006 60 commenti


Tempo fa, dopo qualche mese di convivenza con la mia ragazza, ho sentito l?esigenza di ?formalizzare? il nostro rapporto, in pratica volevo sposarmi; per la prima volta nella mia vita, io che non avevo mai pensato al matrimonio, sentivo la necessità di avvicinarmi a questo istituto.
Così una sera, ci siamo coricati insieme, presi fra le mie braccia il suo capo e facendomi coraggio, dopo un lungo sospiro, mi dichiarai e le chiesi di convolare a nozze. Lei, è inutile dirlo, mi disse si immediatamente e felicemente (d?altronde era impensabile facesse il contrario, eh eh eh eh) e da lì iniziò il percorso che si concluderà il 5 maggio p.v. con la celebrazione delle nostre nozze. Ma perché vi racconto questo? Semplicemente per mettervi al corrente di un episodio che io ho giudicato increscioso e voglio capire se ci sono altre persone che si sono trovate in questa situazione.
Ritornando al racconto, la prima decisione da prendere era se sposarsi in chiesa oppure con rito civile. Entrambi ci definiamo cristiani, molto credenti ma, nello stesso tempo, siamo profondamente e convintamente anticlericali. Non riconosciamo nessun crisma di santità al sacerdozio e soprattutto contestiamo sia la gerarchia ecclesiastica in quanto tale, sia la ?politica? della Chiesa, che spesso giudichiamo anticristiana.
Non c?erano belle premesse, però eravamo convinti e poi è inutile nascondersi dietro il fatto, che ai nostri genitori avrebbe fatto piacere, soprattutto ai miei, che ci sposassimo in Chiesa.
Bene, presa la decisione di sposarci con il rito religioso, dovevamo scegliere quale corso prematrimoniale seguire e considerando le nostre esigenze ne abbiamo scelto uno vicino casa, che si tenesse di sabato e domenica senza avere ?problemi? nei giorni feriali, il mese? Novembre.
I primi due incontri sono stati molto interessanti, esperienze di coppie che ci hanno testimoniato come la vita del Signore abbia cambiato le loro esistenze e la loro vita di coppia. Il terzo incontro, seppur con la presenza di una coppia, mi è parsa più una classica lezione di catechismo, molto astratta e molto lontano dalla realtà, il quarto incontro, anche questo potenzialmente interessante, ha dimostrato ai miei occhi, ai nostri occhi, che c?è qualche cosa che non va in queste situazioni. In pratica appena si pongono dei dubbi o degli interrogativi su determinati temi, ad esempio procreazione assistita, matrimonio dei sacerdoti e fallibilità e mutevolezza della Chiesa, la risposta del prete non è quella di spiegare perché questi dubbi e/o interrogativi sono sbagliati, cercando di portarti testimonianze e/o letture di testi sacri dove si può dare evidenza assoluta a quello che il sacerdote sostiene, bensì il viso del sacerdote diventa improvvisamente rosso paonazzo, mettendo in evidenza un certo fastidio e malcontento, e poi, ritrovando momentaneamente un serafico aplombe dice: ?ragazzi se non siete cristiani evitate di sposarvi in chiesa, ragazzi se non venite a messa la domenica, non vi sposate in chiesa?.
Credo che una forma di chiusura così mi sembra totale e dimostra due cose, l?incapacità di alcuni sacerdoti di porsi con umiltà fornendo spiegazioni senza dover elencare dogmi o far ricorso all?istituto della disobbedienza; l?arroganza di sentirsi padroni della parola di Dio al punto di dirti che se non la pensi esattamente come loro non sei cristiano e non puoi sposarti.
A quelle parole inizialmente mi sono sentito come un lebbroso ma mi sono servite, ora sono arcisicuro non solo di sposarmi ma di sposarmi in chiesa, perché non si può lasciare la propria fede nelle mani di persone che assumono sempre più comportamenti anticristiani, perché la chiesa è anche mia, nostra, nella stessa misura in cui è la loro.

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Da coglioni a pazzi: destino degli italiani o …………………

12 Novembre 2006 6 commenti


Alla vigilia delle elezioni politiche dell?aprile scorso, l?allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in piena campagna elettorale asseriva di essere sicuro della vittoria alle elezioni in quanto non credeva che il popolo italiano fosse così coglione da andare contro i propri interessi; dove andare contro i propri interessi significava votare per un partito dell?Unione.
A distanza di 7/8 mesi, l?attuale Presidente del Consiglio Romano Prodi, definisce l?Italia come impazzita, in quanto incapace di pensare al futuro.
Mi chiedo se abbiamo fatto un passo avanti o indietro nel passare da coglioni a pazzi, nella convinzione che probabilmente pazzi e coglioni sono spesso coloro che si esprimono in codesto barbaro modo, mi consolo con le parole di Erasmo da Rotterdam in una lettera scritta a Tommaso Moro a difesa e del suo Elogio della follia: ?chi non risparmia le sue critiche a nessun genere di uomini, dimostra di non avercela con nessun uomo, ma di detestare tutti i vizi. Se, dunque, ci sarà qualcuno che si lamenterà d’essere offeso, sarà segno di cattiva coscienza o per lo meno di paura?; sarà vero? Non lo so, so solo che non mi tange e che come i ?coglioni? hanno fatto fuori il Berlusca, potrà venire il giorno in cui i ?pazzi? potranno rimandare a casa il Mortadella.

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